INFERNO

Uno spazio buio. Nella penombra una gabbia cilindrica. Una musica insistentemente cupa, ripetitiva.
Un uomo. Solo. In penombra. Imprigionato in una gabbia di incubi e fantasmi – aspetti multiformi della sua stessa anima – ripercorre crimini commessi, da commettere o solo immaginati, dialogando con il proprio mondo interiore attraverso le parole di Dante. Un ergastolano che vive sublimando la paura con l’esercizio fisico. Condannato a ripensare e ripercorrere all’infinito i gesti del suo crimine, dominato da una forza oscura che lo perseguita e lo spaventa. Il ritmo del battito cardiaco. Il suono delle chiavi sulle sbarre di ferro della sua prigione. Le infinite voci dei mostri che lo abitano.
Lo spettacolo che prevede la presenza di un Dj ha la durata di un’ora.

inferno

progetto e interpretazione di Luciano Roman